Tu mi rendi poeta.
E con le parole gioco con te.
Con le dita gioco col tuo corpo.
Ed i tuoi occhi giocano con me.
Le emozioni mi affollano
La mia vita é dentro un frullatore
Un poco in bilico nel gioco della vita.
É vero ci siamo incontrati nell’unico momento in cui ci dovevamo incontrare.
Con un fardello di passato che a volte ci zavorra anche il futuro.
Ma quando ti sto accanto mi sembra che il domani sia un curioso puzzle da costruire nell’intimità di un sabato sera invernale.
Ma quel che sento é il presente.
Nei miei momenti malinconici. E quando sono assorto a riflettere.
Quando sono immerso nella musica.
Ti osservo mentre mi osservi.
Quando ci diciamo che ci vogliamo bene
e ci basta un po’ di vento per farci male.
Ci raccontiamo le emozioni che non sono facili da tirar fuori.
Cosa m’insegni oggi?
La gioia? Il confronto, la pazienza?
L’Amore?
Chi ha più timore di noi due?
Di tutto il nostro mondo che abbiamo appena iniziato a raccontarci.
Ed entrambi ci poniamo la domanda; “speriamo che mi accetti per quello che sono”.
Ma la speranza é:
“Speriamo di fare infinite esperienze insieme”
Con la stessa intensità, poesia e desiderio che abbiamo vissuto al Vittoriale mentre guardavamo alquanto distratti il video di D’Annunzio.

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