Ci sono momenti in cui ci si sbatte addosso ai muri.
Che poi sono sterni. A volte i petti hanno seni piccoli.
E ci si fa proprio male.
Per esempio io ci sono andato addosso con la testa.
Una volta in quei seni mi ci addormentavo.
Ora sono duri come il marmo.
Mi viene voglia di spaccarli. Con una mazza.
Ma sono sempre i seni di prima.
Sono io diventato marmo. Il cuore che aderisce all’immobilità. All’Eterno presente del controllo che distrugge gli orizzonti.
La schiena si irrigidisce. La arterie non pulsano e la mente offuscata dalla paura.
Si blocca tutto.
E tutto diventa immobile.
Ma l’amore smuove il destino.
Il cucchiaio che mescola la cioccolata.
Il motore che muove le ruote.
Il sorriso che accarezza il dolore.
Io sono cambiato. Impaurito.
Di legno.
Mi butto nell’acqua e cambio colore e forma.
Respiro e vedo l’orizzonte con pace.
Mi aggrappo all’amore lo faccio entrare.
Marmo, poi legno e di nuovo carne.
E m’addormento nuovamente nel tuo seno morbido e caldo.
Così com’è sempre stato.

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