Vedo milioni di persone in ogni angolo
che si ammalano rincorrendo il benessere
che si degradano per avere il denaro che servirà loro per
comperare medicine o farmaci alternativi.
Vedo la qualità della vita, imposta da riviste da un euro
vedo persone che acquistano quelle riviste.
Ascolto padri, madri, amici, fratelli e conoscenti
si discutono addosso, sulla direzione da prendere
sulla strada giusta, su tutto ciò che però
è collettivamente accettato.
Vedo giovani che urlano slogan e vecchi che se ne tacciono
mai il contrario.
Vedo attori famosi con donne bellissime
gli stessi attori che vorrebbero cambiare le cose.
Percepisco una tale banalità collettiva, che nemmeno l’arte mi tira su il morale.
Chiunque si aggrappa alla propria verità globalmente accettata
se si potesse essere sempre in sicurezza, se si potesse programmare tutto,
sarebbe una vita facile la nostra.
Qualcuno è convinto che le guerre non si possono fermare,
infatti finché tutto è basato sulla falsa economia liberale
e produttiva su larga scala.
Finché possiamo ancora dispiacerci, di persone che soffrono,
ma solo al di la dello schermo televisivo
la armi ci permettono un cinico e bigotto benessere.
Percepisco una tale banalità collettiva, che nemmeno l’arte mi tira su il morale.
Percepisco una tale banalità collettiva, che nemmeno l’arte mi tira su il morale.
Il Novecento ha disintegrato e ricostruito a concetto occidentale tutte le città che
ha potuto nel mondo.
non ha più nemmeno senso viaggiare perché ogni luogo é simile ad ogni altro.
si parla inglese, si paga in dollari e si mangia internazionale.
E le puttane hanno tariffe per la bocca la figa ed il buco del culo.
nessuno sorride, nemmeno nei film porno.
nessuno sorride, nemmeno nei film porno.

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