Le masse

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sono sempre state le masse a dare i consensi (ai manipolatori).

le folle, che Gustave le bon, descriveva come una forza di distruzione, priva di visione

d’insieme, indisciplinata e portatrice di decadenza.

le masse, te le ritrovi in piazza con cartelli con frasi di una decina di parole, che pretendono di risolvere questioni complicatissime.

le masse non le ho mai sopportate, nemmeno quando ero adolescente, nemmeno quando

fisiologicamente tra i 14 e i 18 anni, avrei dovuto farvi parte. perchè tra i 14 e i 18 anni si è in

grado di spaccare il mondo solo dentro un fiume di gente rumorosa.

io ne conosco di esseri umani, che si sono presi dei lacrimogeni in pancia. persone normali,

persone che stimo (da sole), che non ammetteranno mai che all’interno della violenza

selvaggia della folla erano comunque dei coglioni totali.

le masse fanno cose dannose per se stesse. si mettono magliette rosse per sensibilizzare il

gigantesco argomento dei profughi che sbarcano in terre straniere.

le masse dopo gli attentati, colorano in trasparenza la loro immagine di profilo, con i colori

della bandiera dello stato dove si è conclusa la tragedia.

le masse continuano a fare queste stronzate anche se spieghi loro, che sono atteggiamenti

inutili al fine solidale, ma utilissimi al fine statistico. e le agenzie di marketing si sfregano le

mani, quando cambi l’immagine di profilo. perchè possono sapere quello che devono venderti

per i prossimi due anni.

le masse, si coalizzano contro il politico “cattivo” e non capiscono, che è così che rafforzano il

potere del “cattivo” di turno. dandogli autorità.

le masse sono “contro” la guerra, “contro” le ingiustizie, “contro” la violenza, “contro” il

razzismo. le masse si rifiutano di imparare, che il cervello memorizza principalmente la parola

significativa. perciò anche in questo caso credono di fare bene ma alimentano la guerra, le

ingiustizie, la violenza, il razzismo.

le masse pagano 90 € per sentirsi dire da rock band miliardarie, frasi di sinistra.

le masse non sono nient’altro che un insieme di individui spaventanti, soli ed incapaci di

formulare un pensiero proprio.

e nessuno ne è escluso quando è tra la folla.

per quanto mi riguarda. l’impegno che dedico costantemente, giornalmente ed assiduamente,

è quello di pormi delle domande. tante.

trovo spregevole che un essere umano non si sforzi di scoprire il mondo, all’interno dei propri

giorni che gli restano da vivere.

-ad ogni costo-



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