Ho visto la caduta dell’impero romano.
Anche il giorno in cui i greci cambiarono la definizione della parola barbaro.
Perché quando ti sfioro, io c’ero ad Atene.
Stavo parlando con qualche discepolo e preparandomi alla guerra.
Ricordo proprio ieri pomeriggio mentre ti amavo che Socrate venne a darmi una bacchettata in testa.
Ho riso molto.
Anche quando ho contato i tuoi 149 peli sotto l’ascella destra. Stavano appena spuntando. Proprio allora mi sono trovato alla fine del mondo. C’erano 12 animali, sembravano cani, ma cani non erano. Non abbaiavano. Nitrivano
Poco dopo la fine. Ho avuto paura.
Mi sono fortunatamente ritrovato dietro di te. Dormivi di lato. Non facevi caso a tutti i viaggi che ho fatto. Ed é stato meglio così.
Perché alcuni luoghi erano davvero pericolosi. Meglio viverli da soli.
Ma ci sono state alcune alture nel 2978 se non sbaglio che ti ci porterei volentieri.
C’erano 100 balconi come il tuo. Con gli stessi fiori. Io non conosco i nomi, ma erano proprio quelli. Ma proprio quelli di Aprile 2020.
Devo solo ricordarmi come si fa ad arrivare in quel luogo, in quella data.
Mi pare se non erro, che per arrivarci, devo sfiorarti il pulsante sulla schiena. Ma prima un bacino sulla spalla sinistra.
Perché se sbaglio spalla, finiamo come l’ultima volta in Nuova Zelanda tra un bosco e l’altro. Che poi prendiamo freddo ed é un casino.
Beh mi sono un po’ perso con tutto questo viaggiare. Mi riposo un pochino.
Facciamo che mi porti tu dove vuoi la prossima volta? Se mi stringi forte e mi sorridi sincera, mi hanno detto che si va in un posto bellissimo. Ma bisogna portarsi uno zaino capiente. Maglioni pesanti e crema solare. Perché ci sono delle escursioni di temperatura, che bisogna stare attenti. Però con te ci andrei.

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