il processo

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Lei X giura di dire tutta la verità nient’altro che la verità, chiese il giudice.

“No, non lo giuro” rispose l’imputato

Si indignarono il giudice e tutti gli astanti.

“Se giurassi tutta la verità e nient’altro che la verità, dovrei dirvi che il mio avvocato mi argomentò fin da subito, firmando l’incarico, come avremmo dovuto, quanto esaltare i miei punti di forza, nella buona riuscita del processo. al contrario nascondere quanto di più anche evidente che esistano infatti, seppur realmente accaduti, che possano privarmi della libertà.

Non è forse questa la verità di cui voi mi volete far giurare?

Giudice, mi stia bene a sentire io sono un uomo di scienza e come tale devo far riferimento a Popper sir Karl Popper.

Baronetto inglese che si allontanò ben presto dal positivismo di cui fece parte per breve periodo. sosteneva, che dalla sua teoria viene tuttora fatto metodo, che ogni dimostrazione deve in ogni modo essere falsificabile. per arrivare al dunque chiunque voglia dimostrare una teoria deve esporla in modo che si possa definirla falsa. detto questo signor giudice credo sia questo il metodo nobile per definire la verità non la capacità e quindi la parcella dell’avvocato. qui ora mi rivolgo i credenti cattolici astanti, non è forse vero che Gesù di Nazareth figlio di dio e con lo spirito santo componendo la trinità, affermava le seguenti parole: io sono la luce la via la verità. con spiccia logica aristotelica se fossi un credente potrei rispondere al giuramento che voi mi chiedete di esporre semplicemente con la parola dio.

Ed ancora la filosofia non ricerca forse quella verità incontrovertibile, che ancora nessun filosofo è riuscito a scovare?

Mi definite per caso il detentore della verità? Una specie di oracolo di Delfi?

Per non parlare poi della percezione di noi tutti esseri umani che in particolari casi non riusciamo perfino a distinguere i colori se questi casi riguardano la paura ed il terrore. Concludo signor giudice chiedendovi non è forse l’illustre settecentesco Leibniz che si laureò in antinomie giuridiche? la materia dei paradossi giuridici? La materia che dato un determinato reato, secondo alcune leggi non chiare il giudice può condannare o meno l’imputato secondo il suo piacimento.

Tutto mi fa credere che la verità sia legata solo strettamente al fattore umano. citando Kant che disse, no non possiamo essere sicuri di essere liberi ma ci conviene crederlo. dopo questo fondamentale dubbio, signor giudice di cosa devo giurare? Se non posso nemmeno essere sicuro di giurare in piena libertà?”



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