Lo sbaglio di non poterci conoscere.
La trappola infame di legarci l’anima.
Privarci di scoprire alcuno ancora.
La misteriosa trappola della monogamia.
Dovermi battere per farti sentire mia.
Piano piano il germe della prima bugia.
Raccontata con una certa febbrile allegria.
Ma stiamo diventando l’uno dell’altra, allergia.
E nei nostri occhi si specchia il rimpianto di non poterci dire più nulla di veramente importante
Con la sicurezza di ammalare l’orgoglio già ferito. Tradito.
Per l’ultima distratta frase che citava “non é detto che staremo sempre insieme”.
E la gelosia che si insinua leggera come la neve. E gela le dita.
Mi si stanno avvelenando le vene.
Il tempo passa e non ci accorgiamo che nulla di speciale avviene.
Ti sei rifugiata nell’ordine e nella pulizia.
Luogo dove si nascondeva mia madre e con il gesto maniacale di pulire casa.
Si ritrovava. E non si perdeva. Ma si ammalava. E moriva.
Come te, avrebbe voluto essere sincera, ma il gioco non valeva la candela.
Addentiamola questa mela. La strega ci libera dalla tragedia.
Prima che m’inventi giammai di fare del ripostiglio un castello.
Prima che a stenti la cucina sia il tuo regno.
Ho appoggiato il bicchiere nel secchiaio. Ieri.
Tu mi guardavi. Di soppiatto mi odiavi.
La lavastoviglie. Pensavi.
E le scarpe col tacco 12 vicine alla bicicletta nuova.
Lo sai che non voglio. La corsa. La mia fuga.
Un tempo lo sport era un letto.
E dio mio come ti scopavo.
Ora il cambio Shimano.
Accarezzo la bici e ti tradisco con lei.
Questo siamo noi?
Mettiti il vestito più bello.
Sciogliti i capelli.
Usciamo da questo cemento.
L’intonaco ci sta cadendo addosso.
Ritorniamo amici. Felici.
Raccontami degli amori di cui ti ho privata.
E slegata portami da loro.
L’oro negli occhi tuoi, così ti vorrei.
Sognante, descrivimi come vorresti essere toccata.
Abbagliata dalla luce. Dalla vita.
Ti scruterò da distante. In un istante vedrò chi sei.
Ama gli sconosciuti. Vivi. Sfiora la verità e sperimenta.
Incontriamoci domani. Perduti e ritrovati.
Avremmo il mondo da raccontarci.
Sentiremo l’odore delle nostre emozioni chiudendo gli occhi.
Respireremo lentamente. Dolcemente.
Ah. No scusa. Erano pensieri alla rinfusa.
Sparecchio io questa sera.
Mettiti pure sul divano ed accendi la tele.
Dimentica quello che non ti ho nemmeno detto.
Vado a letto. Penserò alla vicina di casa.
Tu messaggia pure con l’amante.
Non lasciamo spazio alla comunicazione.
Evitiamo di immaginare un nuovo tipo di amore.
Rimaniamo fedeli alla tradizione.
Il mondo fuori è troppo luminoso per noi.

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