Devo solamente fare quello che so fare meglio.
Registrare nella mia memoria ma sopratutto nella pancia ogni attimo.
Ovviamente ogni attimo che sto con te.
Vuoi un esempio?
Dove sei?
Mi dicesti.
Sono di qua.
Risposi.
Ah non ti ho più visto…
Non volevo disturbarti mentre lavoravi.
Ti manco già?
No no, è che prima eri di qua.
Vedi segno tutto.
Nel mio palazzo della memoria, l’attico è tutto tuo.
E’ un appartamento gigante. Una reggia come la chiami tu.
Io praticamente ci vivo dentro.
Pensa che nell’armadietto del bagno ci sono tutte le parolacce che ti dico.
Le parolacce che dici a me sono in un ripiano della dispensa.
A fianco la caldaia c’è uno spioncino che porta alla canna fumaria.
Li dentro ci ho messo tutte le risate.
Daniele Luttazzi è incastrato di traverso.
Dovresti vedere lo spazzacamino quando ci entra per pulire, esce che ride anche lui.
Con un lama ed un cappello.
Nel comodino c’è il male al cazzo.
In terrazzo l’odore della tua fica.
Quasi dimenticavo!
In un ripostiglio nascosto c’e un silenzio discreto ed eccitante.
E’ il tuo di quando godi. Come i pattini che dici di non usare mai.
Mi hai, chiesto oggi di là…cosa facevo.
In camera da letto.
Ti ho risposto: Non lo saprai mai!
Ecco ora te lo dico, ti scrivevo.
E ti mettevo in attimi ordinati dentro il mio bellissimo palazzo della memoria.
Perchè sai con te che sei sfuggente e preoccupata ogni secondo è meglio che me lo tenga stretto.
Almeno stretto di quanto ti ho stretta.

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