Mi tremi dentro.
Sei la paura sottile che s’insinua nelle arterie e si trasforma in adrenalina.
Il riflesso di me stesso.
Io la paura l’annuso.
E me la mangio.
Le salto addosso come una tigre sulla preda.
E con il muso pieno di sangue si sazia.
Sento il tuo smarrimento e lo faccio mio.
Sbattimi addosso l’ansia che ti porti dentro.
Oggi sono aggressivo perché spaventato.
Ringhio. Come la bestia in gabbia.
Ed ho la forza di mille elefanti.
E potrei commettere tutte le nefandezze.
Oggi evado con la mente per non soffrire la tua mancanza.
Accarezzami come un cane randagio che non riceve affetto da mesi.
Mi sento solo ed abbandonato.
Tra le montagne non trovo il tuo calore.
Ti cerco nei prati.
Nel pelo della gatta.
Tocco i miei amici per ricordarti.
Scruto la frangia della barista per immaginarti.
Mi ammutolisco e perdo le energie dallo sconforto.
E trovo tutto molto ingiusto.
Debole m’addormento.
Conto le ore che ci separano leggo la dedica del nostro primo natale.
Con gli occhi lucidi sogno tutti i natali.

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