Io ti corteggerei

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Io ti corteggerei. Te lo giuro lo farei.

Ti direi tutte quelle cose belle che ti piacciono tanto.

Pronuncerei frasi leggere e vere.

Ti accarezzerei i capelli ed abbandonerei i miei occhi nei tuoi.

Credimi lo farei. 

Ho una gran voglia di farlo. Magari distesi e spossati 

con il cuore che ci batte forte ancora.

Ma non lo farò. 

Perchè ti sentiresti speciale. 

E sarebbe una tragica illusione. 

Se non ti senti speciale da sola, tutte le mie parole 

sarebbero noia e le mie gesta una sorta di morale.

Io ti canterei. Ma poi tu lo daresti per scontato.

Nella tua testa non ci saremmo più né tu né io.

Ma solo un noi.

E poi lentamente senza nemmeno accorgerci 

non ci diremmo più le cose che ci girano per la mente.

Perchè le considereresti un peccato.

E tutto si trasformerebbe in un mantello di menzogne.

Mi chiederesti di sforzarmi. Di parlare.

Ma sappiamo entrambi che parlare significherebbe litigare.

Perchè tu sai perfettamente come mi vorresti cambiare.

Ed io non te lo permetterei.

Se lo facessi non me lo perdonerei.

Ci siamo piaciuti per la storia che avevamo da raccontare

Per le nostre avventure. Per le nostre follie.

Ma queste svaniranno. Mi obbligheresti ad avere passione solo per te.

Ogni mia decisione la considereresti un tradimento.

Amore solo per te. Attenzioni solo per te.

Esclusiva che nemmeno le aziende danno più ai loro clienti.

Ma tu faresti diventare questo incontro speciale

una riunione aziendale o peggio condominiale

Con i diritti e doveri imposti da uno stato.

E già nascosto intravedo l’avvocato.

Non il “nostro” ma il tuo. Perfido ed educato

E poi ci sarebbe l’enorme problema della memoria.

Perchè io ricordo tutto. Perchè ti ascolto.

Non riusciresti ad ingannarmi con i tuoi giri di parole.

Perciò non potresti rimproverarmi, così da sottomettermi.

E se poi un giorno ti chiedessi “cara cos’hai?”

E se poi quel giorno tu mi rispondessi “non ho niente”

Ecco vedi quel giorno io ti crederei. 

Invece tu aspetteresti che io capisca da solo i tuoi problemi.

Ma io ho altro da fare che acconsentire alla tua scelta di morire.

Io vivo. E quando si vive si crea. Non si degrada l’altro.

Le aspettative, la gelosia, il dovere.

Le logiche che ci portiamo dietro. 

La zia e la nonna che parlano per noi.

I film romantici che finiscono troppo bene. 

Gli orribili “per sempre”.

Questa è la tragedia che ci spetta 

per un banalissimo “sei bella” 

Come stiamo bene insieme 

Adesso che non abbiamo catene.

ora che posso dirti mi fai bene

senza essere obbligato a volertene di bene.



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